Fusione di Alluminio

Tra le tecniche di fusione del metallo, tra i più utilizzati è sicuramente la fusione di alluminio.

Questa fusione, definita anche “pressocolata“, è stato sviluppato durante l’ottocento americano, dove l’era industriale degli Stati Uniti era al massimo del suo potenziale iniziale, scoprendo nuovi modi di fondere i metalli e la creazione di nuove leghe.

La procedura è breve ma meno complicata rispetto al passato grazie alle tecnologie attuali, che rendendosi più sofisticate, hanno velocizzato e migliorato questa tipologia di processo, il che lo rende anche relativamente più semplice ed esaustivo da spiegare.

Processo di fusione e la fusione a conchiglia

Il metallo fuso oppure la lega, viene principalmente iniettata in un particolare stampo metallico, e che dopo che avrà preso la forma dello stampo e si sarà solidificato, lo si potrà togliere dallo stampo e la principale fase di fusione sarà terminata.

Passare allo stampo a conchiglia trattasi di uno stampo in acciaio in cui si farà colare al suo interno l’alluminio in puro stato liquido, il che sarà possibile a una temperatura non inferiore ai 660.3 gradi circa, e da qui lo si lascerà colare nel canale di colata dando inizio al processo tra fusione e stampa definitiva che prevede il raffreddamento.

All’interno della conchiglia, il processo di solidificazione sarà relativamente breve e si attenderà che la lega metallica si raffreddi e solidifichi in modo da ottenere il vero alluminio puro. Da questo processo si ricavano diversi benefici, intanto fa si che le pareti del metallo siano più fini e precise così da rendere la lega sia più fine che molto più leggera nel trasporto finale, con anche una finitura di qualità decisamente migliore e una purezza superiore se fosse stato lavorato con processo a terra, sempre anche per una questione di tempistica del risultato finale.

Questo processo inoltre è perfetto per il trasporto di medie quantità di metallo, quindi con la possibilità di lavorarne si di meno, ma calcolando anche la possibilità solo di ottenere solo alluminio di alta qualità, da non confondere con il processo di Hall-Heroult che prevede invece una lavorazione più lenta e solo di un alluminio primario che non deriva da già metalli pre-riciclati. Questo processo fa si che dall’ottenimento di un sale fuso, sottoporrà la lega ad un processo ad elettrolisi per ottenere l’alluminio.

Invece proseguendo nella procedura di fusione a conchiglia, tutto il processo sarà più automatizzato e ovviamente informatizzato, il che è un bene se si vuole ottenere una produttività superiore e per quantità meno modeste, che con altri processi avrebbe richiesto tempi più lunghi e anche più dispendiosi.

Il controllo costante permesso da questo processo, garantisce quindi che la qualità sia la più alta possibile, facilitando e ottimizzando anche gli impianti industriali.

Il prodotto finale di metallo di alluminio, con questo tipo di procedura può garantire, almeno come standard base, dalle 100 fino addirittura alla produzione di 1400 tonnellate di alluminio.

L’importanza dell’industria nel processo di fusione

Le industrie che garantiscono questo processo attuale, non solo garantiscono un lavoro immenso nel meno tempo possibile, ma cercano di mantenere gli standard più alti possibili.

Ormai quasi ogni industria che produce alluminio puro, predilige di gran lunga l’uso della fusione a conchiglia, cosa che non deve naturalmente sminuire chi usa altri processi, solo tecniche diverse per diverse produzioni, in quanto ci si deve ricordare che ogni produzione richiede procedure diverse.

Principalmente per l’alluminio, con l’uso a conchiglia le aziende possono produrre un quantitativo più modesto dei processi di lega, che vanno al trasporto per le aziende e i privati, mantenendo l’industria di grande importanza per le attuali tecnologie e prodotti a nostra disposizione.

Naturalmente per chi vuole info più approfondite sul lavoro di produzione e il quantitativo prodotto ogni anno, potrà visionare il sito www.fonderiagaibotti.com dove potrà consultare ulteriori curiosità dell’industria e della lavorazione dei metalli.

Attualmente in Italia la produzione di alluminio è tra le più fiorenti, ma nulla a paragone con la Cina che si riqualifica ancora la più grande produttrice di alluminio del mondo.