infiammazioni cervicali

Infiammazioni cervicali, a chi rivolgersi?

Per cervicale, o meglio conosciuta in medicina per cervicalgia, s’intende un disturbo articolare che ha come protagonista tutta l’area delle sette vertebre, che collegano la colonna alla testa, e ne permettono il movimento. Dato che quest’area è artefice di gran parte dei nostri movimenti, è necessario non appena si manifestino i primi sintomi, di  intervenire, affidandosi ad un esperto, senza trascurare il problema.

Sintomi che ci fanno capire di soffrire di cervicale

I sintomi più comuni dell’infiammazioni cervicali, sono forte bruciore che dal collo si estende alla parte centrale della schiena e delle spalle, forti capogiri e vertigini che si manifestano soprattutto in cambiamenti repentini di clima, forti emicranee, rigidità del collo, offuscamento della vista, ronzii fastidiosi alle orecchie, dolori alle braccia e dolori alle mani. Stabilire la causa di questa patologia è difficile perché sono molteplici i fattori che concorrono al manifestarsi del malessere. Sicuramente è una patologia che colpisce tutti, ma in particolar modo chi ha una postura scorretta che lo porta a chinare spesso il capo, chi deve stare troppo tempo al pc, assumendo una posizione rigida sbagliata. Chi ha subito traumi agli arti è un altro genere di persona affetto da questa patologi, chi ad esempio si trova a dover passare molto tempo in zone umide.

Esistono inoltre diverse tipologie di cervicalgia classificate in base alla sintomatologia.

Ad esempio la cervicalgia che interessa esclusivamente la zona del collo, la cervicobrachialgia che si estende agli arti superiori, sindrome cervico-cefalica questa molto più fastidiosa delle altre perché va ad irritare la parte superiore del corpo come la testa con episodi di cefalea.

Chi diagnostica il disturbo di cervicalgia?

Qualora si presentasse uno di questi disturbi è necessario rivolgersi o ad un ortopedico o ad un fisiatra che procederanno a fare un’analisi dettagliata dei sintomi per risalire alla tipologia di cervicalgia da curare. Dopo verrà fatta un’analisi scheletrica e neurologica in modo da escludere in una fase preliminare problemi secondari come ernie. Qualora ciò non bastasse, si procederà ad effettuare esami più specifici come tac, rx, rm ed elettromiografia.

A diagnosi fatta si passerà alla terapia più giusta che potrà essere farmacologica o fisioterapica. Nel primo caso, sono prescritti farmaci antidolorifici e antinfiammatori, soprattutto nella fase acuta in cui l’infiammazione possa aver determinato ringonfiamenti dell’area.

Nella fase successiva si andrà più a fondo cercando di curare a monte la patologia, con la prescrizione di sedute fisioterapiche con esercizi studiati ad hoc per cercare di modificare la postura sbagliata del paziente e sciogliere eventuali tensioni muscolari. Va detto che questi esercizi una volta imparati andranno ripetuti autonomamente ogni qual volta si ripresenteranno i sintomi. Questa terapie vengono definite riabilitative, proprio per questo motivo e prevedono l’allungamento muscolare. Potranno essere prescritti anche massaggi che sciolgano i suddetti muscoli con l’aiuto di pomate naturali a base di sostanze specifiche calmanti come l’arnica, l’artiglio del diavolo, balsamo di tigre, insomma tutte sostanze specifiche che facciano anche da vasodilatatore per diminuire l’infiammazione.

Importantissimo è ricordarsi di non utilizzare rimedi fai da te, perché la cervicalgia è un disturbo serio che può incancrenirsi con il tempo, invece se tenuto a bada potrà non causare troppi fastidi.

https://www.medicitalia.it/consulti/ortopedia/12339-ortopedico-o-fisiatra.html
https://www.repubblica.it/salute/medicina-e-ricerca/2019/12/02/news/mal_di_denti_o_di_collo_tutta_colpa_della_cervicale-242149324/

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